mercoledì 20 marzo 2013

L'hotel abbandonato di Bordighera

A Bordighera, sulla via Romana, si trova il "fantasma" di quello che, un paio di secoli fa, era nato come uno dei più prestigiosi alberghi dell'elite europea, l'Hotel Angst. Lo scorso anno sono iniziati i lavori di ristrutturazione, il cui scopo è proprio quello di far tornare agli antichi splendori questo hotel il cui nome, curiosamente, viene tradotto in italiano "paura".
Adolf Angst, un ricco imprenditore svizzero, giunse a Bordighera nel 1879 con l'intenzione di costruirvi un grande ed importante albergo dedicato ai turisti provenienti da ogni parte d'Europa: egli aveva infatti già intuito il potenziale turistico di questa città, che col tempo è infatti diventata uno dei poli turistici più importanti del nord Italia.
Il terreno che Angst aveva addocchiato e che poteva fare davvero al caso suo ospitava, a quei tempi, una piccola casa immesa nel verde, appartenente ad un'anziana signora di nome Ghella.
Angst fece numerose proposte alla donna, la quale si rifiutò ostinatamente di lasciare la sua casa. Una notte d'autunno, però, qualcuno provocò un incendio: la casa andò in cenere, e con essa il corpo di Ghella, che non venne mai ritrovato. Tra le macerie, invece, fu ritrovato perfettamente conservato un grande specchio di antica fattura. Angst decise di prenderlo con se per metterlo in bella vista nella hall del suo futuro albergo.
L'hotel venne quindi costruito ed ebbe un grandissimo successo, diventando ben presto uno dei più famosi e quotati dell'elite europea. Ma la sua fama non si basava esclusivamente sull'ottimo servizio (all'avanguardia rispetto a quelli dell'epoca), poichè una delle attrazioni principali era costituita dalle numerose leggende nate attorno a quel luogo. Pare che la notte si sentissero strani rumori come porte che sbattevano violentemente e passi veloci attarverso i corridoi; inoltre ogni mattina Angst trovava dei sottilissimi capelli color argento ai piedi del suo letto.
Una notte d'estate del 1887 durante una festa, una scossa di terremoto devastò l'hotel: Adolf Angst ricordò come, prima del crollo, gli specchi si fossero oscurati, le candele spente ed una risata avesse eccheggiato per tutta la sala. Risvegliandosi tra le macerie alle prime luci dell'alba vide la figura di Ghella avvicinarsi allo specchio, rimasto nuovamente intatto, per poi sparirvi all'interno.
L'hotel venne ristrutturato e Angst si diede da fare per farlo ritornare funzionale. Tuttavia, poichè nonostante le ristrutturazioni i fenomeni notturni continuavano a presentarsi sistematicamente, una notte l'imprenditore decise di tentare un piccolo esperimento. Scese nella hall e coprì lo specchio con un telo. Quella notte, i rumori si fecero più violenti del solito, e all'alba si udì un urlo disumano provenire proprio dalla hall. Angst si rese conto di aver sconfitto lo spirito irrequieto di Ghella, ma... ahimè, la sua soddisfazione non durò molto. Da allora ebbe inizio l'inesorabile declino: egli si ammalò di una lunga e sofferta malattia che lo accompagnò fino al 1924, anno della sua morte. L'albergo, invece, perse i suoi fasti, divenne ospedale militare nel 1917, e non ritrovò mai più il vecchio splendore, dal momento che anche le esigenze turistiche, dopo la seconda guerra mondiale, erano cambiate radicalmente.
Ad oggi, c'è chi dice che non solo all'interno dell'edificio vengano effettuate messe nere, ma c'è anche chi giura di aver visto figure di donna affacciate alle finestre di piani che ormai non sono più raggiungibili. Chi, invece, di notte, volesse avventurarsi a curiosare tra i resti dell'edificio potrebbe, tra i cespugli dei giardini o tra i corridoi del primo piano, vedere una figura di donna un po' gobba che corre velocemente a nascondersi. Che dire, poi, di un muro sopra al quale qualsiasi cosa si scriva, la si trovi stranamente cancellata il giorno dopo?
In rete è circolata la testimonianza di una certa Clara, che dice di aver vissuto le proprie vacanze estive ed invernali per circa trent'anni all'interno dell'hotel, in quanto figlia dei proprietari, e di non aver mai sentito parlare di alcun fenomeno paranormale. Ma si sa... Vox populi...
Vi consiglio di dare un'occhiata a questa bellissima gallery amatoriale:
© Monica Taddia

Nessun commento:

Posta un commento