mercoledì 20 marzo 2013

Scalea tra misteri e presenze … le case abbandonate, solo dall’uomo!

Inizia il nostro viaggio del mistero, all'insegna dello studio diretto e ravvicinato, di una delle più affascinanti regioni italiane. I suoi meravigliosi paesaggi, ogni anno attirano numerosissimi turisti da ogni parte del pianeta, regalando loro attimi di piacevole relax e pause dalla frenetica routine quotidiana.
Ovviamente stiamo parlando della Calabria, con i suoi mille borghi antichi, le sue innumerevoli bellezze storico artistiche e di conseguenza, quasi inevitabilmente, dei suoi miti e delle sue leggende. E' proprio alla ricerca dei minimi particolari, di alcune leggende, che ci muoviamo lungo la costa cosentina per approdare in un noto pesino balneare, Scalea.
La storia di questo borgo antico è caratterizzata sin dalle sue origini da sanguinose battaglie. Proprio da un sanguinario e terribile conflitto tra Longobardi e Bizantini presero vita i primi insediamenti territoriali, che in futuro videro fiorire il meraviglioso centro storico pieno di fascino e mistero. . Una storia così intensa e variopinta regala a Scalea una serie di intriganti misteri.
Nella zona nord, ben distaccato dal moderno ed affollatissimo centro urbano, sorge su uno strategico promontorio, il centro storico del paese. Qui si trova il fulcro antico che diede origine alla città. A differenza della zona sud, meta balneare, in questa zona risiedono pochissime unità familiari, tra le quali il sottoscritto, prevalentemente originari del luogo, discendenti dei veri fondatori di questa perla del Tirreno. LaSCALE che formano il borgo antico, alle quali deve appunto il nome Scalea, non può far a meno di notare come le case sono eccezionalmente intrecciate tra loro. In strutture che raggiungono massimo i tre piani di altezza, possiamo trovare anche 5 diverse abitazioni, perfettamente incastrate nella pietra, indice di un'altissima densità popolare alle origini della città. Infatti, tutte le costruzioni, oggi presenti nel borgo, hanno origini antichissime, e come spesso accade solo pochissime sono state soggette a ristrutturazione, mentre tantissime a loro volta sono state VOLONTARIAMENTE abbandonate.
A questo punto nasce il mistero che avvolge questo meraviglioso centro storico italiano. In queste numerose abitazioni diroccate, nessuno ormai mette più piede da quasi un secolo. Questo accade perché la popolazione ha preferito negli anni, spostarsi più verso la pianura che da sul mare, lasciando i ruderi abbandonati al loro destino, e al destino dei loro ultimi abitanti. Ovviamente questa è la versione ufficiale in merito all'abbandono progressivo del paesino, ma se scaviamo più nell'intimo della storia antica del posto, possiamo apprendere da diversi anziani del posto delle storie leggermente diverse, ma che danno un fascino davvero unico a Scalea.
Moltissimi affermano che gli attuali proprietari degli immobili, preferiscono lasciare abbandonate le loro case per la massiccia presenza di "entità" che sistematicamente entra in possesso di ogni antica casa del borgo, destinando così a Scalea, sul lungo periodo, un destino di Borgo Fantasma. E' da sottolineare la testimonianza di diversi proprietari, che hanno avuto fortissime difficoltà nella vendita a terzi delle case abbandonate. Infatti moltissimi acquirenti hanno desistito ad acquistare gli immobili alla SOLA VISIONE esterna di essi. Moltissimi altri invece, una volta entrati in casa, si sono trovati a fare i conti con innumerevoli poltergeist, rumori, lamenti ed urla inquietanti, ovviamente impercettibili dall'esterno delle abitazioni.
Ad avallare l'attendibilità delle continue segnalazioni, c'è la mia diretta testimonianza. Da circa 26 anni, per circa 1 mese all'anno mi trasferisco nella mia abitazione estiva, nel cuore del centro storico di Scalea. Personalmente in questi anni ho studiato i fenomeni sia uditivi che visivi, e posso garantire, che, una passeggiata notturna, tra le mura abbandonate del borgo, regala sicuramente a tutti, qualche brivido inaspettato.
Analizziamo il mistero che avvolge la ricostruzione più affascinante, fatta da un amico sensitivo che preferisce rimanere anonimo per motivi di interesse personale. La storia fa riferimento alla prima abitazione che si incontra all'ingresso del borgo, proprio prima di iniziare il lungo cammino lungo le scale del paese. L'abitazione è composta da 4 camere enormi, perfettamente conservate. Per motivi di sicurezza è severamente vietato l'accesso, in quanto la pavimentazione dei tre piani è stata dichiarata "fortemente instabile". Dagli scatti esterni, possiamo comunque apprezzare come la vita al suo interno pare si fosse ibernata al momento del suo abbandono. Nel 1910, l'immobile era abitato da un marinaio del luogo, un certo Antonio, il quale passava in mare gran parte della sua vita. Si racconta che, una volta sbarcato a Scalea, abbia fortunosamente incontrato, lungo le scale del borgo, la primogenita figlia di un nobile conte scaleota.
Folgorato dalla sua straordinaria bellezza, il marinaio, decise di lasciare la vita in mare, e stabilirsi definitivamente in questo luogo, esclusivamente per amore della fanciulla. Dopo aver investito buona parte delle sue ricchezze nell'abitazione alle porte del centro storico, decise di chiedere la mano della ragazza, direttamente al padre. Si narra che il conte non fosse particolarmente felice di questa unione e fece tutto il possibile per ostacolarne il fidanzamento. Ma la caparbietà dei due giovani innamorati prevalse sui principi nobiliari del conte e i due convogliarono a nozze ugualmente, suscitando l'ira familiare e mettendosi contro gran parte del paese, che ovviamente non vedeva di buon grado la disubbidienza di una viziata ragazzina contro il volere del padre. Fatto sta che da un giorno all'altro si persero misteriosamente le tracce del giovane marinaio, sparito come se fosse stato inghiottito dalle malelingue popolari. Fu accusato di abbandono e tradimento verso la giovane fidanzata, che però non perse mai la fiducia in lui e soprattutto in un suo ritorno. Purtroppo le speranze della giovane svanirono nel nulla una calda mattina d'estate, quando la ragazza, alla ricerca di oggetti e ricordi del suo amante ancora all'interno della casa, scoprì una botola ricavata nel pavimento. Il suo cuore si fermò per sempre davanti alla visione di ciò che conteneva la botola. Il corpo straziato del suo fidanzato, ancora infilzato al petto, da quel coltello che spesso aveva visto maneggiare da suo padre in persona. Ancora oggi c'è chi afferma di vedere la giovane ragazza affacciarsi dalle finestre della casa abbandonata e mai più abitata dopo il tragico evento.
Di seguito la foto della misteriosa abitazione:

 
Giuseppe Di Stadio

Foto di Giuseppe Di Stadio

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