mercoledì 20 marzo 2013

Breve introduzione alla storia delle Sibille

Sin dall'antichità classica, filosofi letterati si sono occupati nello studio della chiaroveggenza e della divinazione: basti pensare ad esempio agli studi sui sogni profetici scritto da Aristotele, oppure gli studi di Platone sulla "mantica", ovvero la possibilità di predire il futuro vista come una capacità superiore alla ragione stessa.
Del resto, anche la Chiesa ha sempre preso in considerazione con attenzione ( e fede) le rivelazioni dei santi e dei profeti. Anche alcune sibille dell'epoca precristiana avevano annunciato l'arrivo della nascita del Salvatore.

Inizialmente sacerotesse, poi semplici indovine,più tardi etichettate come streghe, le sibille predicevano attraverso i libri sacri (Bibbia e Vangelo) o altri specifici, come i Libri delle Sorti o i Libri della Ventura. Le loro arti venivano tramandate di generazione in generazione e si basavano su elementi naturali come l'acqua, le piante, la forma delle nuvole ecc.
Con il tempo, il metodo divinatorio preferito, sono poi diventate le carte da gioco. Tra il' 500 e il '600 alcuni stampatori tedeschi, italiani ed inglesi sfruttarono le carte per realizzare dei "Libri di Sorte" contenenti brevi sentenza profetiche. Questi libri vennero utilizzati, in seguito, in applicazione alla cartomanzia.
La pratica si diffuse in Francia grazie all'esoterista Jean François Alliette il quale, sotto lo pseudonimo di Eteilla, pubblicò nel 1771 un manuale sulla cartomanzia con carte a semi francesi.
Tra i più famosi divinatori di carte, ricordiamo M.lle Lenormand, famosa per aver predetto le tristi sorti di Danton, Marat e Robespierre, e ribattezzata be presto la Sybille des Salons. Dopo la rivoluzione francese, fu la cartomante personale di Napoleone Bonaparte e della moglie Giuseppina.
La Lenormand non ha lasciato scritti postumi e non ha pubblicato nulla in vita, eppure dopo la sua morte sono apparsi numerosi saggi scritti da persone che si professarono come suoi allievi o amici.
Fu questo il periodo in cui nacque la moda delle sibille (molte presero il nome della Lenormand stessa): mazzi di 32 o 52 carte dai significati pressochè simili.
Nelle carte di fattura francese, le immagini restavano invariate, nonostante cambiassero gli abiti dei personaggi, i quali seguivano scrupolosamente la moda del momento. I tedeschi furono invece i più fantasiosi: idearono mazzi sempre diversi, proprio per poter venire incontro alle esigenze più disparate del mercato. 

© Monica Taddia

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