lunedì 10 gennaio 2022

Il ghiacciaio del Felik - leggenda valdostana

C'è stato un tempo, tanti e tanti anni fa, in cui nel mondo tutti facevano a gara a essere buoni: i bambini ubbidivano sempre ai loro genitori; i papà e le mamme volevano sempre molto bene ai propri figli. Non c'erano né ricchi né poveri, né belli  né brutti e ognuno viveva felice e contento. Era sempre estate, la gente non sapeva cosa fosse il freddo e il gelo. Allora, sul Monte Rosa, c'era un grazioso villaggio, Felik, dove chi vi abitava non soltanto era buono ma non invecchiava mai. E lo sapete il perchè?

Tutto era cominciato molto tempo prima. Un giorno, infatti, gli abitanti di Felik avevano scoperto una bambina sul fondo di un crepaccio del Monte Rosa. Era ferita e svenuta. "Poverina!", avevano esclamato e non avevano esitato un attimo a calarsi nello stretto e profondo crepaccio e, dopo tanti tentativi, riuscirono a salvarla. Per giorni e giorni, tutta la gente di Felik l'aveva curata con grande affetto e quando, finalmente, la bambina tornò a sorridere fecero una grande festa. 

"Come ti chiami? Dove vive la tua mamma?" erano state le domande che le avevano fatto appena lei aveva riaperto i bellissimi occhi scuri. Ed era stato così che tutti, con grande meraviglia, avevano scoperto di trovarsi di fronte a una fata.

Già, Bianca - questo era il suo nome - era proprio una fata. Si era trasformata in bambina, si era fatta trovare svenuta e ferita in fondo al crepaccio per mettere alla prova gli abitanti di Felik, il villaggio sul Monte Rosa. E, dopo aver scoperto quanto fosse buona quella gente, aveva voluto fare a tutti un regalo. 

"Voi vivrete in eterno", aveva detto Bianca alzando una mano al cielo, "non invecchierete mai. Questo è il mio premio, ve lo siete meritato... ma, attenti, vi pongo una condizione: dovete sempre essere buoni come ora. Altrimenti, tutto finirà e si abbatterà su di voi un terribile flagello".

A tutto ci si abitua. Anche agli incantesimi delle fate. Era così accaduto che, dopo tanti e tanti anni da quando Bianca aveva pronunciato quelle parole, gli abitanti di Felik avevano cominciato a cambiare. Era accaduto che erano diventati un po' sospettosi, egoisti, invidiosi gli uni degli altri. Insomma, nel villaggio non c'era più l'atmosfera gioiosa di un tempo e ogni giorno ciascuno si scopriva meno buono di quello precedente. 

Bianca decise allora di mettere ancora alla prova gli abitanti di Felik. Trasformatasi in un vecchietto stanco e affamato, la fata tornò al villaggio. Per un giorno intero bussò alla porta di tutte le case chiedendo un po' di cibo e un letto per riposare. Ma tutti la respinsero. Nessuno le dette aiuto. E quando la gente di Felik scoprì che il vecchietto era la fata era ormai troppo tardi. 

"Ve l'avevo detto", tuonò Bianca. "Non avete mantenuto la promessa. Subirete il mio castigo". 

Aveva appena pronunciato queste parole che dal cielo cominciò a cadere la neve. Nevicò per giorni e giorni e, alla fine, del villaggio non c'era più traccia. Al suo posto, c'era ormai soltanto il manto gelido e lucente di un grande ghiacciaio: il ghiacciaio del Felik sul Monte Rosa. 

E gli abitanti del villaggio? Sono tutti vivi, là sotto. Narra la leggenda che soltanto quando i loro cuori torneranno a essere riscaldati dalla bontà il ghiacciaio del Felik tornerà a essere un ridente villaggio d'alta montagna.

Luciano Simonelli (Corriere dei Piccoli n.34 - 1981)

2 commenti:

  1. temo che quei cuori non torneranno ad essere buoni. E' molto bella. Ciao, buona giornata

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    1. Cara Vale, ci si spera sempre!Sono contentissima che ti sia piaciuta, l'ho "salvata" da un vecchio numero del Corriere dei Piccoli... All'epoca venivano pubblicate queste bellissime leggende e secondo me erano scritte davvero bene, specie per il pubblico a cui erano rivolte! Ti abbraccio forte!

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