Storie antiche e misteri nascosti tra le vette del Cilento - Prima tappa di viaggio.
Monte Gelbison

Il Cilento è una regione ricca di fascino, collocata nella Campania meridionale. Parchi, boschi e fiumi si inerpicano tra le vette del Subappennino Lucano, scendendo poi fino al mare, dove Ulisse avrebbe affrontato il pericoloso canto delle sirene.

È proprio tra i monti del Cilento che da secoli si combatte una silenziosa battaglia tra il bene e il male, le cui sedi sono il Monte Sacro (o Gelbison) e il Monte Cervati.

Monte Sacro è il quarto più alto del Cilento: con i suoi 1705 metri s.l.m., è conosciuto fin dall’antichità. I saraceni lo chiamarono Gebel-el-son (dall’arabo, “monte dell’idolo”) poiché sulla cima era stato costruito un tempio pagano dedicato a una dea locale, poi identificata con la greca Hera. Sulle fondamenta di questo tempio è stato edificato il Santuario della Madonna del Monte Sacro di Novi Velia.

Il monaco celestino Bernardo Conti, nel suo libro Storia e miracoli della Beata Vergine del Monte Sacro di Novi, racconta che gli abitanti di Novi Velia desiderassero un luogo per venerare la Madonna, ma non riuscissero mai a costruire un tempio a lei dedicato: ogni volta che iniziavano i lavori, durante la notte qualcuno distruggeva quanto era stato fatto. Decisero così di organizzare una ronda notturna davanti ai lavori per scoprire il fautore di questo gesto.

Portarono con loro un agnello, con l’intenzione di mangiarlo durante la notte, ma l’animale scappò proprio poco prima di essere ucciso, conducendo gli inseguitori davanti all’ingresso di una grotta ostruita da un muro. All’interno si trovava un’immagine dedicata alla Madonna: un segno divino? Probabilmente sì, perché decisero di costruire il santuario proprio lì, e da quel momento nessuno disturbò più i lavori. Quando il vescovo giunse a benedire il luogo, sempre secondo Conti, una voce dal cielo disse: “Questo luogo è santo ed è stato consacrato dagli Angeli”. Ancora oggi si dice che Monte Sacro sia abitato dagli angeli.

Secondo altre tradizioni, la vetta sarebbe popolata dalle fate. Si narra della fata Serina, una creatura bellissima che vivrebbe in un castello visibile solo nelle notti di luna piena, addirittura dal largo delle coste. Serina ama danzare e spesso, all’alba, qualcuno giura di averla vista danzare tra le colonne dei templi greci insieme agli spiriti di antichi guerrieri. Spesso si incontra nel Vallo di Diano con un’altra fata, Budrina, danzando per ore al suono di una melodia meravigliosa formata dall’orchestra di alberi e piante. Budrina viaggia su un carro di vento e vive tra il fiume Alento e il Mingardo, collocazione che ricorda il mito della sirena Leucosia.

Monte Cervati (o Cervato), al contrario, è sede di streghe. Con i suoi 1898 metri s.l.m., è la cima più alta del Cilento e la sua vetta, perennemente innevata, è stata per secoli una riserva di ghiaccio utilizzato per scopi domestici e medici. Una vecchia leggenda, con una punta di ironia, narra che sotto l’ultimo strato di ghiaccio si trovi ancora la primissima neve caduta dai tempi della creazione.

Sul monte vivono le janare, streghe dal volto umano ma con ali di avvoltoio e artigli alle estremità di mani e piedi. La loro voce si confonde con i tuoni durante le tempeste. Tra loro, la più temibile era un’arci-janara, figlia di una strega e del diavolo, con poteri superiori rispetto alle altre janare. Si dice che tutte le arci-janare siano nate sulle sponde del fiume Sabato, presso Benevento.

Durante la notte di San Giovanni, le janare celebravano il sabba sul monte: secondo le testimonianze popolari dell’epoca, la cima si trasformava in una vera e propria palla di fuoco, effetto dovuto ai numerosi fuochi rituali accesi in tutta Italia la notte del 24 giugno per celebrare antichi culti campestri.

Anche su questo monte si trova un bellissimo santuario, ma per approfondire la leggenda della Madonna della Neve rimando alla seconda parte dell’articolo, che sarà pubblicata nei prossimi giorni.

© M. Taddia 
Immagine: una parete del Monte Gelbison, foto da Mountain-forecast.com