Cosa lega la figura della poiana al Carnevale? Una filastrocca che da Parma è volata fino a Ferrara.
La poiana, Tiziana Colleoni

La puiana ad cò d'un pal la ciamava Carneval. 
Carneval non vol venìr, la puiana la dev murìr.
Mori pur puiana, at farèn na cassa nova, 
nova nuventa, la gata la sa spaventa,
i gatìn i zziga, la gata las marìda.

La poiana sopra ad un palo chiamava Canevale./Carnevale non vuol venire, la poiana deve morire./ Muori pure, poiana, ti faremo una cassa nuova,/nuova di zecca, la gatta si spaventa,/i gattini piangono, la gatta si sposa. 

Questa filastrocca, ritrovata nel ferrarese, potrebbe avere origini nel parmense dove ne è stata raccolta una versione molto simile recitata durante il periodo del Carnevale: 
Viva viva Carnväl / la poiana insimma al päl / la ciama carnväl. Carnväl al vól mia gnir / e la poiana la vól morir! / Läsa ch’la mora a gh' farèmma ‘na ca’ nóva / un piat äd polénta / un piat äd confét / sära l’uss e andèm’ma a lét.


Tali parole accompagnavano il tradizionale falò dove i contadini bruciavano i fantocci della Pojana (la vecchia) e suo marito, il  Carnevale, per festeggiare la fine dell'inverno.

Immagine: La poiana , opera di Tiziana Colleoni

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