Della vecchia Villarios rimangono ben poche costruzioni. Tra queste spiccano la chiesa di Santa Marta (la cui festa viene celebrata nel paese il 29 luglio) e la torre di avvistamento antibarbaresca, databile attorno al XVI secolo: quest'ultima serviva a sorvegliare le navi che si avvicinavano al Golfo di Palmas, spesso non con le migliori intenzioni.
Secondo la leggenda, la chiesa di Santa Marta fu fatta erigere dal capitano di una nave scampato a un naufragio. Egli avrebbe avuto con sé, assieme al suo carico, un'immagine della santa, a cui si rivolse nel momento del pericolo, facendo voto di costruire una chiesa a lei dedicata nel luogo in cui sarebbe riuscito a salpare dopo il fortunale.
In realtà, la costruzione in chiaro stile romanico sarebbe stata edificata dai monaci benedettini attorno all’XI secolo.
In seguito all'abbandono della “vecchia” Villarios, anche la chiesa fu lasciata al suo destino solitario. Solo tra il 2002 e il 2004 il comune di Giba ottenne l'approvazione del progetto di ristrutturazione.
La chiesa di Santa Marta faceva parte del vescovato del Sulcis, insieme a quelle di Santa Maria di Palmas, Santa Maria di Flumentepido e San Giorgio di Tului.
Oltre alla tradizionale festa di Santa Marta, il paese celebra San Giuseppe il 19 marzo, all'interno del nuovo borgo, nella chiesa a lui dedicata, con una processione in costume attraverso le vie del paese.
Villarios vanta una forte tradizione culinaria legata al folklore. Molte famiglie possiedono un forno in cui preparano i diversi tipi di pane dedicati alle varie celebrazioni dell'anno.
Accanto al Civraxiu, il pane giornaliero fatto con semola o farina integrale, troviamo, ad esempio, il Coccoi: un pane di semola lavorato con delle punte, tipico di festività come Natale, matrimoni e altre ricorrenze. Più importante era l’occasione, più il pane veniva decorato; in questo caso prendeva il nome di Coccoi Pintau.
Per Pasqua si preparava invece il Coccoi con s’Ou: una bambolina di pane Coccoi con un uovo in corrispondenza della pancia. Di probabile rimando pagano, indicava abbondanza e fertilità.
Per il Giorno dei Morti, infine, si preparava il Pani de Saba, farcito con mandorle e noci e decorato con saba e tragera (palline di zucchero colorate).
© M. TaddiaImmagine: Villarios vista da Porto Botte, fotografia di Wikibiro

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