In Valsugana erano noti come Fracariole: folletti della notte, fastidiosi e dispettosi. Il loro nome deriva dal verbo fracare, che significa opprimere, pesare. Nelle località montane, le fracariole erano conosciute anche come Fracaroe, Franchet o Francariole.
Oggi se ne parla meno, ma secondo alcune leggende in passato erano numerosissime e uscivano dalle loro abitazioni anche alla luce del sole, avvalendosi della loro abilità di trasformarsi in elementi naturali (ad esempio fiori) e di mimetizzarsi secondo il colore dell’ambiente circostante.
Molto note nell’intera zona e nel Trevigiano, queste creature solevano uscire solo di notte, abbandonando le grotte in cui vivevano per entrare nelle case e posarsi sui letti dei dormienti, rendendo il sonno agitato, quasi febbrile. Qualora non riuscissero a entrare nelle abitazioni, seminavano il panico all’interno di stalle e pollai.
Secondo la tradizione popolare, per tenere lontane le Fracariole occorreva mettere un ferro di cavallo in una bacinella colma d’acqua e lasciarlo davanti alla porta delle camere da letto o all’entrata di stalle e pollai.
A Roncegno, in provincia di Trento, Fracarola è il nome della strega che ha la capacità di trasformarsi in gatto ed entrare nelle case per disturbare il sonno altrui, approfittandone anche per provocare danni e varie malìe.
© M. TaddiaImmagine: L'incubo - Nicolai Abraham Abildgaard

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