Una leggenda simbolica su Carnevale e Quaresima: eccessi, rinascita e ricerca dell’equilibrio.
Coltivatori di patate - Jean-François Millet

Si tratta di una leggenda ritrovata in un vecchio testo degli anni Trenta e che, con molta probabilità, è stata reinterpretata in diversi paesi utilizzando nomi locali. Luogodoro non esiste, anche se potrebbe richiamare l’antico nome della regione del Logudoro in Sardegna, ma non sono presenti elementi specifici che permettano di identificare una zona geografica precisa.

La leggenda narra che Luogodoro fosse un piccolo paese rurale in cui pace e concordia regnavano incontrastate. L’economia, basata quasi esclusivamente sull’agricoltura e sull’allevamento, permetteva alla popolazione di autosostenersi. Eppure, nonostante ciò, i giovani iniziarono a non essere più felici come un tempo: desideravano lasciare la propria terra e scoprire cosa ci fosse “al di là dei monti”. La sera sospiravano, sognando una vita diversa, forse più difficile ma sicuramente più avventurosa.

Un giorno arrivò, all’improvviso, un giovane saltimbanco da un paese lontano. Si presentò nella piazza offrendo spettacoli di giocoleria, danze e feste. Gli abitanti di Luogodoro erano entusiasti: finalmente accadeva qualcosa di nuovo. Solo gli anziani, sconsolati, osservavano da lontano scuotendo la testa: quel giovane non prometteva nulla di buono.

Seguì un periodo di feste continue, spettacoli e baldorie. I contadini e gli allevatori dimenticarono il lavoro, lasciando morire le coltivazioni e trascurando il bestiame. Le osterie si riempirono, mentre la chiesa si svuotò e le erbacce iniziarono a crescere sul sagrato.

Anche l’armonia che caratterizzava il paese svanì progressivamente. Questo vivere senza regole portò gli abitanti a uno stato quasi selvaggio, con conseguenze sugli animi di tutti.

Finché, una sera, giunse nella piazza una donna straniera. I suoi abiti, semplici ma eleganti, facevano pensare a un alto rango. Si recò sul sagrato della chiesa e radunò gli abitanti, dicendo che era giunto il momento di tornare alla vita di prima. Stavano inseguendo un’illusione: la vita non è fatta solo di piaceri, ma anche di doveri. Solo un equilibrio tra le due cose può riportare serenità.

Così accadde: il saltimbanco venne cacciato e, da quel momento, ogni sera gli abitanti si riunivano per ascoltare le parole della donna. Il paese tornò a vivere e la gente ritrovò la felicità.

Dopo 44 giorni, la donna annunciò la sua partenza. Prima di andarsene, rivelò la sua vera identità: era la Quaresima, e aveva scacciato il Carnevale con i suoi vizi e inganni. Ora che gli abitanti conoscevano entrambe le realtà, spettava a loro scegliere la strada giusta. «Se ricorderete i miei insegnamenti», disse, «nessuno vi impedirà di concedervi anche un po’ di Carnevale durante l’anno».

E così fu: ogni anno gli abitanti di Luogodoro accolsero sia il Carnevale sia la Quaresima, senza mai più lasciarsi travolgere dagli eccessi, mantenendo l’equilibrio tra piacere e dovere.

© M. Taddia
Immagine: Coltivatori di patate - Jean-François Millet