A maggio, a Cabras, i corridori scalzi sfidano 7 km portando in trionfo la statua di San Salvatore.
Cabras

A pochi chilometri da Oristano, nella regione del Campidano, si trova Cabras, antico centro rurale di cui abbiamo notizia già dalla fine del XI secolo con il nome di Masone de Capras. Luogo ricco di storia e folklore, caratterizzato da un paesaggio in parte lagunare e in parte collinare, trova il suo principale punto di riferimento nella chiesa di Santa Maria Assunta. Questa venne edificata alla fine del XV secolo sui ruderi del castello degli Arborea: pare, infatti, che Eleonora d'Arborea avesse dedicato alla Madonna la cappella del castello per la grande devozione alla Vergine, testimoniata anche dalle molteplici invocazioni scritte nel codice della Carta de Logu.

La più importante festa dell'anno a Cabras è il 24 maggio, celebrazione di Santa Maria Assunta: la maggior parte degli abitanti è coinvolta per tutto il corso dell'anno nella realizzazione e nella partecipazione a questa ricorrenza. Per la preparazione della festa vengono organizzate delle piccole questue dette "criccas" per la raccolta dei fondi necessari.

Secondo la leggenda, fu proprio il 24 maggio di diversi secoli fa che, dopo una notte di tempesta, sulla spiaggia di Cabras vennero rinvenute due casse – probabilmente perdute da una nave durante il fortunale – contenenti la statua di Cristo crocefisso e un simulacro della Madonna. I cittadini di Cabras decisero allora di tenere la statua del crocefisso e di donare ad Oristano quella della Vergine. Ma essa non giunse mai a destinazione: venne caricata su un carro trainato da buoi che, per motivi misteriosi, rifiutarono di seguire la strada loro imposta e tornarono a Cabras con il prezioso carico, fermandosi nel punto dove ora sorge la chiesa a lei dedicata.

Per tradizione, la mattina del 24 maggio una solenne processione attraversa le vie storiche del paese, concludendosi di fronte alla chiesa di Santa Maria: qui viene celebrata la messa di ringraziamento alla Madonna. La funzione viene replicata anche la mattina del 25.

L'organizzazione della festa è affidata a un Comitato composto da un Presidente e diversi membri (detti membrus). Dopo la costituzione del nuovo Comitato, il presidente in carica, d'accordo con il predecessore, trasporta la bandiera (sa pandera) di Santa Maria dalla casa dell’ex presidente alla propria, in un corteo accompagnato da launeddas e fisarmoniche.

A fine agosto viene organizzata dal Comitato la "cricca maggiori": un carro trainato da buoi, addobbato con fazzoletti raccolti durante l'anno dalle donne appartenenti alle famiglie componenti il Comitato.

Alla chiesa di Santa Maria Assunta è legata anche la tradizionale Corsa degli Scalzi. Ogni anno, il sabato precedente la prima domenica di settembre, centinaia di "corridoris" scalzi e vestiti di una semplice tunica bianca portano di corsa la statua di San Salvatore fino all'antico borgo di San Salvatore in Sinis, a 7 km da Cabras. Qui viene celebrata una solenne funzione e la giornata trascorre all'insegna di danze tradizionali e feste. La sera successiva i corridoris riportano la statua nella chiesa di Cabras.

La corsa ha origine nel lontano 1506: in quell'anno la zona venne invasa dai saraceni e, mentre gli uomini combattevano i nemici sulla costa, le donne decisero di portare in salvo la statua del Santo correndo fino a Cabras, per non far sì che "su santigheddu" cadesse in mano ai vandali. Pare che la statua sia stata ritrovata in tempi antichi all’interno dell’ipogeo della chiesa, già in passato tempio pagano dedicato a una divinità acquatica. La sacralità delle acque ivi presenti è rimasta oggetto di tradizione fino agli anni ’50 dello scorso secolo, quando i fedeli attingevano al pozzo dell’ipogeo l’acqua necessaria non solo alla vita quotidiana ma anche alla cura di malocchio, mal di testa e problemi di vista. Ad oggi il borgo di San Salvatore è disabitato: le poche casette che lo compongono, la chiesa e il piazzale ritrovano vita solamente durante le celebrazioni dedicate al Santo.

© M. Taddia
Un ringraziamento particolare a Lucia, Monica e Rita per le precisazioni!
Immagine: Cabras, foto tratta da Prolocosardegna.net



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