Avete mai provato a passare un po' di tempo a scartabellare tra i libri della biblioteca del vostro paese, nella sezione di storia locale?
Mi è capitato tra le mani Fiume vagabondo, di Cesare Manservigi, una raccolta di storie ed aneddoti legati a Poggio Renatico, al confine tra Ferrara e Bologna, grazie alla quale ho scoperto un sacco di aspetti del paesino in cui abito e che non mi sarei mai aspettata di conoscere.
La maggior parte di questi aneddotti sono stati pubblicati sull'edizione gratuita a tiratura locale Podium, e sono stati raccolti direttamente tra le testimonianze e le cosiddette chiacchiere da bar degli abitanti più anziani del paese.
E così, dopo aver parlato della storia di Villa Sanguettola, ecco un nuovo viaggio "parallelo" tra le strade di Poggio Renatico, con la speranza che possa presto venire nuovamente rimpolpato.
La scrofa
Molti anni fa, chi passava di notte nei pressi del Ponte delle Tre Bocche (vedi foto), situato in località Bosco Salici, giurava di sentire, ogni volta, il grufolare di una scrofa con i suoi piccoli. Tuttavia, nessuno è mai riuscito ad accertarsi della presenza di questi animali. Forse si trattava di qualcuno in grado di riprodurre il verso delle suddette bestie, divertendosi così ad attirare l'attenzione dei passanti; tuttavia, nessuno ha mai potuto testimoniarne la presenza. Certamente, però, la tentazione di credere che si trattasse di un grufolare "fantasma" è molto forte...
La palpastra
Di notte, tra le strade dei campi, nessuno osava avventurarsi, se non in caso di stretta necessità. Anche i contadini più ardimentosi preferivano inviare qualcun altro al loro posto in determinati orari, per paura di incappare nella famosa palpastra, nonostante si dicesse che si trattasse di un gruppo di buontemponi che si divertivano a uscire di casa travestiti con lunghi lenzuoli bianchi per spaventare i malcapitati.
Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando iniziarono a circolare le squadre fasciste, gli avvistamenti della palpastra sparirono improvvisamente. Una coincidenza?
I fantasmi di Casetti Tracchi
Nel borgo chiamato Casetti Tracchi vi è un luogo terribilmente sfortunato (o maledetto?). Nella corte di una casa colonica si trova un pozzo nel quale pare che, decenni fa, una donna cadde morendo annegata. La stessa sorte capitò a un uomo che cadde nel macero che si trova a pochi metri di distanza.
In alcune notti dell'anno, molti giurano di aver visto una strana luce che dal pozzo andava verso il macero e viceversa. Non tutti sono in grado di vederla; tuttavia, in quelle notti, la gente preferiva starsene ben lontana dal borgo, onde evitare spiacevoli incontri.
Alcune usanze legate alle varie festività
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Nei primi giorni dell'anno veniva posto un granello di sale all'interno di uno strato di cipolla. A seconda del fatto che il granello si sciogliesse del tutto, in parte o per niente, veniva previsto l'andamento del tempo nel corso dell'annata.
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Il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate, era un giorno speciale. Per una volta all'anno, il boaro (ovvero l'allevatore di bestiame) si poteva permettere di non lavorare ed essere il "re della casa", venendo sostituito da un famigliare. Era un giorno di festa anche per gli animali, che per una volta venivano nutriti con fieno di prima qualità, a differenza degli altri giorni in cui mangiavano paglia mista a fieno. La leggenda vuole che durante questa notte gli animali abbiano la facoltà di parlare. Per questo motivo il boaro si allontanava dalla stalla: ascoltare i loro discorsi sarebbe stato evento foriero di sventura.
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Il 25 gennaio, giorno della conversione di San Paolo, detto dei segni (San Peval di Segn), veniva posto un piatto pieno d'acqua sulla finestra. Quando l'acqua si era completamente ghiacciata, venivano interpretati i segni formatisi in superficie per prevedere ciò che sarebbe successo in famiglia durante l'anno.
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Il 24 maggio, giorno di Santa Maria Ausiliatrice, non bisognava assolutamente portare in casa della cicoria selvatica (in dialetto chiamata ciocapiat): se ciò fosse accaduto, ci si sarebbe trovati come indesiderato ospite in casa una biscia.
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Il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, lavarsi il viso appena svegli con la rugiada dell'erba era necessario per assicurarsi fortuna durante tutto il resto dell'anno.
Immagine: Fantasmi tra le nuvole - Richard Riemerschmid

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