Ed è proprio a questa famiglia che appartiene uno dei più famosi fantasmi della zona del Chianti: il cavaliere Bettino Ricasoli, il "barone di ferro". Fu un grande politico toscano, nonché secondo presidente del consiglio del Regno d'Italia, successore di Cavour. Proprio lui affidò all'architetto Marchetti la ristrutturazione del castello, seguendo lo stile neo-gotico dell'Ottocento.
In vita irruento e dispotico (da qui il suo soprannome), già subito dopo la morte il barone non si fece scrupoli nell'annunciare la sua presenza. Scrive, ad esempio, Alessandro Orlandini: "Ora poi, quando morì, nel castello lo rivedevano continuamente. Dice c'era una tavola apparecchiata che non stava pronta. L'apparecchiavano e brumm! Gli buttava in terra ogni cosa."
E non solo. Pare continuasse a dormire nel suo letto, che ogni mattina veniva trovato disfatto, dedicandosi al piacere del sigaro prima di distendersi, dal momento che sul comodino veniva spesso ritrovato qualche mozzicone.
C'è chi dice di averlo visto nelle notti di luna piena, chi invece durante le tempeste; fatto sta che, al calar delle tenebre, nelle campagne circostanti il castello, si aggira ancora il fantasma del cavaliere, in groppa al suo destriero, avvolto in un nero mantello e con al seguito una muta di cani da caccia. A volte corre al galoppo, sparendo tra i boschi o dissolvendosi nei muri del castello. Il passo del suo cavallo echeggerebbe tutt'ora nelle stanze.
Altri ancora giurano di sentire un suono di flauto provenire dal castello. E chi potrebbe esserne l'esecutore se non il barone?
Immagine: Ritratto di Bettino Ricasoli - R. Sernesi

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