Scorcio di Balestrino
Continua il viaggio tra i paesi fantasma, e questa volta ci spostiamo in Liguria, in provincia di Savona. Balestrino è un borgo abbandonato da ormai quasi 50 anni: all'inizio degli anni '60, una serie di frane costrinse gli abitanti del luogo a spostarsi più a valle, dove sorge ora la "nuova" Balestrino.

In tempi recenti è stato proposto lo studio geologico del territorio per poter ripopolare il paese, recuperandone gli antichi splendori, come ad esempio il castello dei De Carretto, di origine medievale, di fronte al quale si trova un'antica fontana raffigurante il volto di Madre Natura. Secondo le testimonianze degli abitanti della "nuova" Balestrino, passeggiando tra le vie del borgo abbandonato a volte si sentono grida e porte che sbattono. Ma sarà solo suggestione o ci sarà anche qualcosa di più? Certo è che passeggiare tra le antiche vie, dove la vegetazione ha iniziato lentamente a coprire i fabbricati umani, è un vero e proprio viaggio nel tempo. Le case, dalle finestre ormai aperte del tutto come occhi che osservano curiosi i visitatori, le porte ormai divelte che mostrano l'interno di abitazioni e cantine, alcune delle quali ancora odorose di vino e di vecchi ricordi, gli archi e la vecchia meridiana della piazza sono gli unici protagonisti di una storia che rimane sospesa nel tempo.

Balestrino è famosa per le apparizioni della Madonna della Riconciliazione.
Testimone dell'evento fu Caterina Richero: nata il 7 ottobre del 1940 a Bergalla (la più alta frazione di Balestrino) da una famiglia di umili origini, all'età di 9 anni ebbe, sul Monte Croce, il primo di 138 incontri con colei che un giorno le si presentò come "l'Immacolata Concezione". Essa esortava la giovane alla preghiera, alla penitenza e alla fede.

Come accadde ad altri famosi testimoni di apparizioni mariane (basti pensare a Bernadette), Caterina non fu creduta e le venne addirittura impedito di recarsi sul Monte Croce. Questo non servì però a nulla, poiché la Madonna iniziò ad apparirle anche in casa.

Durante l'apparizione del 6 ottobre 1971, la Madonna promise: "Sul Monte Croce troverete la luce e la forza, ed Io, in questo luogo, vi otterrò numerose grazie."

Oggi, sul Monte Croce, sorge un santuario dedicato alla Madonna della Riconciliazione, meta fino ai primi anni '70 di folle di pellegrini. L'affluenza è scesa nel corso degli anni a seguito di varie vicissitudini, ma è ripresa nel 1991 grazie al passaggio dall'amministrazione civica a quella parrocchiale.

Oltre alle apparizioni sacre non possono certo mancare quelle più "laiche". Si dice infatti che tra le mura del castello si aggiri il fantasma di Giuseppe Coscie, detto il Cavigiotto. Egli doveva questo soprannome al suo mestiere, in quanto costuiva le caviggie, strumenti agricoli che venivano utilizzati per fissare le funi sui basti degli animali da soma. 

Era un uomo scaltro ed ingegnoso, e pare che sia morto all'interno del castello in maniera violenta (la leggenda non specifica in che modo). Non amava le tirannie del marchese Del Carretto e spesso lo tormentava con qualche sabotaggio o rubandogli qualcosa. Sappiamo però che andava pazzo per il vino: il suo fantasma pare che sia in grado di svuotare le bottiglie senza nemmeno aprirle!

© M. Taddia
Immagine da visitbalestrino.it